I bambini comunicano con le emoticon e sviluppano il linguaggio - Cooperativa sociale Salem - Psicologo e psicoterapeuta Dott.ssa Miolì Chiung

I bambini comunicano con le emoticon e sviluppano il linguaggio

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I bambini comunicano già digitando stringhe di emoticon apparentemente senza senso.


Si sente sempre più parlare dei cosiddetti ‘nativi digitali’, ovvero i bambini che, essendo nati nell’era di tablet e smartphone, hanno un rapporto piuttosto simbiotico con la tecnologia anche quando non sono ancora in grado di esprimersi correttamente.

La comunicazione 2.0 ha plasmato il loro modo di apprendere, conoscere e rapportarsi agli altri, con effetti anche positivi. A tal proposito, uno studio pubblicato recentemente su «Wired», ha evidenziato che, l’utilizzo delle emoticon in età prescolare, potrebbe addirittura cambiare il modo in cui il bambino apprende la lingua.

L’indagine della linguista Gretchen McCulloch

Tutto è partito casualmente da un tweet della giornalista americana Lulu Miller. La donna aveva scoperto che una bambina del suo quartiere messaggiava con una bambina di 5 anni, che non sapeva né leggere né scrivere, ricorrendo unicamente alle emoticon.

Non essendoci studi sul tema, l’esperta linguista Gretchen McCulloch ha dato il via ad un sondaggio, sempre su twitter, rivolto ai genitori di bambini in grado di comunicare con le emoticon in età prescolare. I risultati sono stati molto interessanti.

I risultati del sondaggio

Una cosa è chiara: i bambini non usano le emoticon come fanno gli adulti o gli adolescenti. E differenze, ci sono anche tra un’età e l’altra. Mentre i bambini di 3 anni non hanno mostrato preferenze chiare, quelli intorno ai 5 preferiscono comunicare con volti, animali e cuori.

Viceversa, i bambini usano le emoticon degli oggetti molto più frequentemente degli adulti o degli adolescenti. Sia i bambini che gli adulti amano i volti felici, ma le loro altre preferenze sono diverse: i bambini non usano i volti che trasmettono una nota di ironia, ma preferiscono i volti con la lingua sporgente o che mandano baci.

I bambini, d’altra parte, sono meno strutturati rispetto agli adulti: la tendenza è quella di inviare lunghe stringhe di emoticon, con la stessa emoticon ripetuta dalle 3 alle 20 volte di seguito.

Le emoticon possono favorire lo sviluppo del linguaggio?

Quando i bambini usano le emoticon, può sembrare che le loro scelte siano casuali. Ma l’apprendimento della lingua, tramite la lallazione, si sviluppa con lo stesso principio: blaterando sillabe senza senso, che insegnano loro il ritmo della conversazione e li istruiscono a fare movimenti articolatori fini.

L’invio di lunghe stringhe di emoticon potrebbe essere come un balbettio digitale: le lunghe sequenze di emoticon prive di senso logico li abituerebbero ad articolare una conversazione e a capire le basi della comunicazione.

Per un bambino, ricevere un messaggio scritto anche da un adulto, in forma di testo o emoticon, gli insegna che la parola scritta può essere utilizzata per entrare in contatto con le persone a cui tiene ancor prima di approcciare la scrittura a scuola.

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