Mio figlio si droga, mio figlio spaccia. Come comportarsi?

Non è raro che arrivino in studio genitori allarmati perché hanno scoperto che il proprio figlio si droga o spaccia. Cosa fare in questi casi?


Sono sempre di più gli adolescenti sorpresi a spacciare droga. Si tratta, ahimé, di un fenomeno più comune di quanto si possa pensare. Sono alcuni dati della Relazione annuale al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, curata dal Dipartimento per le politiche antidroga, il consumo di droga tra gli adolescenti (e lo spaccio) è in costante aumento.

Nel 2016 il 32,9% degli studenti ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 25,9% ha riferito di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno. Una buona parte di questi ultimi, circa l’86%, ha fatto uso di una sola tipologia di sostanza, mentre il 14% è identificabile come “policonsumatore” avendo usato due o più sostanze illegali. [fonte]

Mio figlio spaccia!

Non è raro che arrivino nel mio studio genitori allarmati perché «Ho scoperto che mio figlio spaccia!» oppure perché «Mio figlio si droga!». Si tratta di scoperte che ti fanno mancare la terra sotto i piedi. Ti senti sprofondare. Senti che il tuo ruolo di genitore è stato fallimentare. Ti senti in colpa. Hai bisogno di aiuto, non sai dove sbattere la testa. Ti vergogni.

Sono tutte reazioni più che comprensibili, da cui, però, è necessario non lasciarsi schiacciare. Quello che dico sempre a tutti i miei pazienti è che i problemi vanno affrontati. Tutti. Perfino quelli che ci sembrano più complessi e delicati. Anche quando un figlio si droga; anche quando un figlio spaccia.

In questi casi, soprattutto, bisogna affrontare il problema insieme ai propri figli – non bisogna far finta che non ci sia, non bisogna “insabbiarlo”. Certo, la vergogna è tanta; ma bisogna avere la forza di superarla, anche ricorrendo all’aiuto di uno psicologo, se necessario.

Essere genitori non è per niente facile e, purtroppo, non c’è un libretto di istruzioni a cui affidarci. È qualcosa che si impara facendo, affrontandone le difficoltà, dialogando, chiedendo consiglio, ascoltando, piangendo e gioendo.

Come comportarsi?

Tante volte leggo sui giornali di genitori che, una volta scoperto che il proprio figlio spaccia droga, lo denunciano e lo fanno arrestare. Altre volte ho letto di genitori che cercano di mettere tutto a tacere allontanando il figlio dalla città o addirittura dalla famiglia.

Per quanto agli antipodi, si tratta di due atteggiamenti profondamente sbagliati, perché non si deve mai demandare all’esterno il compito di educare.

Lo so, a questo punto vi starete chiedendo «Ma allora come devo comportarmi se mio figlio spaccia?». È chiaro che si tratta di un percorso che non può essere completarsi all’interno di un articolo. È un cammino che bisogna intraprendere insieme a qualcuno che possa guidarti, accompagnarti e sorreggerti nei tratti più difficoltosi.

Il primo passo da compiere è imparare a gestire gli adolescenti nella loro fase di cambiamento. Perché è proprio dall’incapacità di gestire i cambiamenti tipici dell’adolescenza che nasce, il più delle volte, la voglia di sperimentare qualche sostanza stupefacente.

Tre consigli per orientarsi

I genitori, in questi casi, devono farsi forza e aiutare i propri figli a trovare la propria personalità.

  • Bisogna valorizzare la loro unicità e le loro differenze, cosicché non si sentano esclusi ed emarginati, ma membri attivi della comunità sociale – composta da coetanei e adulti con cui socializzare e comunicare in serenità.
  • I figli devono avere chiari quali sono i giusti valori da seguire. Questo non significa imporre un proprio modo di vedere il mondo, ma indicare quei valori universali che aiutano a costruirsi un’identità franca. Mi riferisco alla fraternità, all’onestà, al rispetto delle diversità… Se in una famiglia mancano questi valori, allora sarà davvero difficile riuscire a crescere giovani equilibrati e forti.
  • Bisogna insegnare ai figli l’importanza delle scelte – e, di conseguenza, il concetto di responsabilità. Ognuno deve essere in grado di decidere con la propria testa, sulla base di quei valori che ho indicato qui sopra. È bene che i giovani imparino a non lasciarsi influenzare dagli altri e a saper valutare con la propria testa le conseguenze di una data azione o decisione.

È evidente come queste brevi indicazioni rimandino in maniera diretta al concetto di prevenzione, a cui sono sempre particolarmente legata. Prevenire è sempre la soluzione migliore!

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