Il bilinguismo: una marcia in più!

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Quando si impara meglio?

 Conoscere una o più lingue oltre alla propria è un requisito importante, che favorisce sia l’approccio con gli altri che il proprio carattere.

È studiato infatti che i benefici più noti sono la maggior tolleranza verso due (o più) culture, vantaggi futuri nel mondo del lavoro e soprattutto sul modo di pensare e agire in determinati contesti e situazioni.

Secondo i ricercatori, prima si impara e meglio è.

La primissima infanzia è il momento ideale per apprendere. Più i bambini sono piccoli, più è facile per loro apprendere un’altra lingua in modo molto naturale e spontaneo.

Ciò non significa che dopo il primo anno sia troppo tardi per iniziare ad insegnare la lingua a un bambino, ma, iniziando precocemente, aumenta anche la probabilità che il piccolo impari la seconda lingua senza l’accento della prima.

 

Come funziona il cervello del bambino quando impara una lingua?

La prima cosa da sapere di un bambino è che ascolta tutto! Così facendo, presta una naturale attenzione per i suoni della lingua a cui è esposto. In seguito, registra i suoni che sente con maggiore frequenza e si crea una sorta di “biblioteca”. Apprende poi la relazione tra i suoni e si crea un’idea della lingua, sia in termini di suoni e parole che nelle sue regole (articoli, coniugazione di genere e numero, ecc). Una volta quindi che ha capito le regole, si forma nella sua testa l’idea di lingua.

Nel momento in cui si imparano due lingue contemporaneamente, queste regole valgono ugualmente anche se ci possono essere dei momenti di confusione.

 

Possono esserci delle difficoltà.

I bambini esposti a due lingue fin da piccoli possono presentare un ritardo di linguaggio, ma non c’è da preoccuparsi. Ciò è dovuto dal fatto che hanno un repertorio di parole minore in ogni lingua rispetto ai compagni monolingui (ma hanno più parole se sommate tra le due).

Può esserci inoltre un periodo in cui bambini fanno fatica e devono essere aiutati a classificare le parole nella lingua corretta (dobbiamo far capire che “red” è inglese e non può essere inserito in una frase italiana come “oggi ho le scarpe red”).

Per far sì che i risultati siano visibili e duraturi, è necessaria una forte esposizione per lungo tempo. Non possiamo limitarci a far vedere mezz’ora di cartoni in un’altra lingua e sperare che possano apprenderla a pieno, ma bisogna che la lingua sia parte quotidiana della sua vita.

Dott.ssa Denise Repanati

Logopedista

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